Milano 25 ottobre 2022
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TheFork Awards 2019: i 10 ristoranti più votati

I ristoranti nominati

I vincitori

In attesa di conoscere quali saranno i 10 ristoranti più votati dagli utenti di TheFork tra le novità selezione dai più grandi top chef italiani, vi portiamo alla scoperta della Top dieci del 2019 secondo il People’s Choice. 

L’Alchimia (Milano): Il ristorante più votato dell’edizione 2019 è stato L’Alchimia  un locale diverso da un bistrot e da qualsiasi altro indirizzo gourmet presente sulla piazza meneghina, così voluto da Alberto Tasinato, patron della struttura. Due locali distinti e un unico ingresso, a sinistra il Lounge Bar e a destra il ristorante aperto tutti i giorni sia a pranzo che a cena. Un’accoglienza confortevole, un servizio molto presente e curato, in un ambiente dall’atmosfera rilassata, easy, familiare. La cucina punta a una creatività che risulti comprensibile a tutti, ma al tempo stesso intrigante e contemporanea. L’Alchimia è stato proposto dagli Chef Andrea Berton e Antonino Cannavacciuolo e rientra nella tendenza a luoghi che mettono al centro un nuovo concetto di convivialità.

Salvo (Napoli): Consigliato dallo chef Pietro Leemann, è una nuova pizzeria della  Riviera di Chiaia, uno dei quartieri storici più amati di Napoli, aperta da Francesco e Salvatore Salvo. I due fratelli propongono pizze classiche, montanare, moderne, ripiene e percorsi degustazione. La qualità degli ingredienti scelti, l’attenzione a farine e lievitazione, la tecnica acquisita grazie a una lunga tradizione di famiglia sono i tratti distintivi di questo nuovo indirizzo per la pizza a Napoli.

Rimessa Roscioli (Roma): Un’istituzione che dal 2018 ha subito una trasformazione, che non è passata inosservata anche agli occhi di Roy Caceres, chef di Metamorfosi che lo ha consigliato. Cucina a vista, tavoli sociali, bancone in stile giapponese dove si può mangiare e bere scegliendo da una carta ricca di proposte enologiche e gastronomiche che vengono direttamente dalla dispensa Roscioli. 

Seu Pizza Illuminati (Roma): Consigliato dallo chef Gianfranco Pascucci, un progetto firmato fa Pier Daniele Seu. Forte del successo riscontrato nello spazio del Mercato Centrale, e col supporto della compagna Valeria Zuppardo e dell’amico e demiurgo Gabriele Bonci, Pier Daniele ha finalmente uno spazio dove da vita al suo ideale di pizza “illuminata”: una pizza alta con cornicioni vaporosi e ampie alveolature con topping sia “old school” sia creativi. 

Pianoalto Cucina e Terrazza (Roma): Consigliato dallo chef Francesco Apreda è il nuovo progetto gastronomico targato dal quartetto femminile di Pianostrada. Un cocktail bar con una terrazza mozzafiato che si affaccia sul quartiere Testaccio di Roma. L’arredamento ha un tocco retrò e non mancano fiori e piante ad animare lo spazio disposto su due piani. Focacce, panini, piatti che entrano nella definizione del comfort food e proposte più innovative si abbinano a cocktail interessanti e una buona scelta di vini.

Luciano, Cucina Italiana (Roma): Consigliato dallo chef Antonello Colonna, Luciano Cucina Italiana è un Ristorante – Pastificio nel centro di Roma situato a Campo de’ Fiori. Lo Chef Luciano Monosilio, il Re della Carbonara, propone una cucina italiana conviviale e autentica con grande attenzione alle materie prime. Ora, alle redini della sua realtà imprenditoriale, punta sulla pasta e suoi sapori tradizionali, familiari, confortanti. Quindi grande spazio ai primi con i classici della romanità, ma spazio anche alle paste contemporanee.

Zia (Roma): a Trastevere Zia Restaurant, consigliato da Anthony Genovese (chef de “Il Pagliaccio”), è il locale dal design moderno ed essenziale, di Antonio Ziantoni, già allievo dello stesso Genovese. Il menù propone una cucina moderna dove ingredienti e tecniche di cottura tradizionali si sposano alla perfezione a idee innovative e divertenti.

Badalì Osteria (Firenze): Consigliato da Maria Probst e Cristian Santandrea, Badalì si trova appena fuori dai circuiti turistici, lontano dalla cultura massificata e dalle cucine d’élite. La sua proposta affonda “nella terra” la creazione dei piatti, enfatizzando le materie prime trattate. Propone un’esperienza nella memoria gastronomica collettiva, attraverso l’uso di ingredienti esclusivamente stagionali, con il minimo impatto sull’ambiente

Sestogusto (Torino): Il sesto gusto, secondo i ricercatori, è la sensibilità della bocca al sapore dei carboidrati, che ci fa provare un grande amore per la pizza, il pane e tutti gli impasti a base di grano. Massimiliano Prete da anni sperimenta i modi migliori di combinare la grande tradizione della pizza e la precisione della pasticceria, testando sempre nuovi impasti e combinazioni. Una scommessa vinta se il ristorante è consigliato anche dallo chef Ugo Alciati.

Condividere (Torino): Consigliato dallo chef Moreno Cedroni, Condividere esalta la dimensione umana tipica della convivialità mediterranea: mangiare insieme intorno allo stesso tavolo. ll progetto ha l’obiettivo di combinare l’eccellenza gastronomica all’allegria che caratterizza lo stare a tavola tutto italiano. Lo studio e la ricerca hanno guidato lo chef Federico Zanasi, con la guida di Ferran Adrià, lungo sentieri meno battuti, con l’obiettivo di creare un’esperienza autentica, comprensibile e proiettata al futuro.