Milano 25 ottobre 2022
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Nella tempesta, il toccante video tributo dell’edizione 2021

I ristoranti nominati

La resilienza dei ristoratori

La scorsa edizione dei TheFork Awards, tenutasi nel novembre 2021, è stata un’occasione davvero speciale: non solo l’iniziativa di TheFork tornava a premiare le nuove gestioni e i nuovi locali che rappresentavano una rinnovata linfa del sistema della ristorazione italiana, ma andavano anche a simboleggiare il momento di slancio che tutto il settore stava vivendo in quel contesto, dopo un anno e mezzo di stop dovuto alla pandemia. A maggior ragione oggi, che ci accingiamo a vivere una nuova edizione degli Awards, è bene non dimenticare mai quello che è stato negli scorsi mesi e tenere ben a mente quel messaggio di speranza.

Un video speciale

A celebrare in modo toccante questo momento è stato realizzato anche Nella tempesta abbiamo saputo navigare, un corto in bianco e nero assolutamente da vedere. Il cortometraggio è una testimonianza davvero preziosa per quanto riguarda un momento storico particolarissimo e drammatico per i ristoranti italiani. Ad animare questa particolare clip i 10 finalisti degli Awards, ovvero gli chef di Opera – Ingegno e Creatività (Torino); Antica Friggitoria La Masardona (Roma); Bianca sul Lago (Oggiono, Lecco); Aromaticus Trastevere (Roma); Ottolire (Locorotondo, Bari); Balìce (Milazzo, Messina); Ahimè (Bologna); Il Bikini (Vico Equense, Napoli);  Sintesi (Ariccia, Roma) e Marzapane (Roma).

Questi coraggiosi protagonisti della scena italiana raccontavano ognuno la propria esperienza durante le chiusure del lockdown, sottolineando come hanno fatto a superare quei momenti difficili. Le sensazioni che gli intervistati raccontano sono estremamente simili: Guglielmo Chiarapini di Marzapane parla di “un’attesa interminabile“, Nicolò Cini di Aromaticus ricorda invece “il silenzio totale“, Lorenzo Vecchi di Ahimè “i brividi” al pensiero delle porte che non si aprivano, nessuno che entrava.

Nuove idee per ripartire

Anche Emanuele Petrosino ha “la pelle d’oca” ripensando a “tutta la cucina impelliccolata“, ma ha trovato anche un modo per reagire a quella travagliata situazione psicologica non di certo edificante: “Queste passeggiate in montagna mi aiutavano a sfociare in pensieri positivi, a guardare la natura, vedere i movimento natura delle cose e non il movimento innaturale delle sale chiuse“, confida lui.

Non è stato l’unico ad aver trovato nel camminare uno strumento di distensione ma soprattutto di riflessione: “Passeggiare per il bosco mi dà un’energia particolare”, mentre è in giro a “raccogliere oltre alle erbe selvatiche anche nuove idee“, racconta Vincenzo Digiuseppe di Ottolire. Gli fa eco Giorgio Scarselli di Bikini (“ho passeggiato a lungo sulla spiaggia deserta“).

Chi si è buttato sul delivery, chi ha ripensato il proprio menù, chi ha riflettuto più in generale ha riflettuto sul proprio ruolo nel mondo: le chiusure di questi anni terribili non hanno messo in moto solo le gambe, ma anche le idee. “Il mondo sta cambiando e noi dobbiamo comunicare questo cambiamento, fare un lavoro che faccia anche bene all’ambiente“, riflette Stefano Sforza di Opera, mentre Giuseppe Carevello di Balisce dice: “Quei mesi sono serviti a questo, rifugiarsi in noi stessi e scavare nella memoria, nei ricordi, ricordare perché si è iniziato, tornare coi piedi per terra”.

Lo sguardo al futuro

Oltre il buio la luce, quindi, intravedere sempre la speranza, anche questo un altro segreto nella sopravvivenza di tanti ristoranti: “In fondo alla spiaggia ci sta questo risorgere del sole”, osserva Giulio Coppola di Bikini. Ma tra tutte la più toccante è la riflessione di Cristiano Piccirillo de La Masardona: “I diamanti crescono sotto pressione, i semi nell’oscurità: le cose belle iniziano soprattutto quando ti trovi davanti alle difficoltà“, e poi, citando le sagge parole del padre: “Il marinaio vero si vede nella tempesta, mi ripetevo sempre questa cosa e infatti nella tempesta abbiamo saputo navigare“.

The Fork Restaurants Awards: New Openings torneranno a breve e continueranno a essere, oltre a una premiazione vera e propria, anche un momento in cui riflettere e sostenere la resilienza dei ristoratori italiani, capaci di resistere e risollevarsi anche nelle situazioni più critiche.